Adolescenti

Mi occupo di…   Adulti

L’adolescenza è una fase della vita in cui i dubbi su se stessi, gli interrogativi sulla propria identità, l’insoddisfazione per il proprio corpo, le tensioni con i genitori possono costituire momenti di transizione che nulla hanno di patologico. Tuttavia in alcuni casi questi aspetti assumono un peso eccessivo, provocando stati di sofferenza che si protraggono troppo a lungo o che si estendono fino a invadere la vita dell’adolescente.
Il periodo dell’adolescenza è particolarmente fecondo rispetto al cambiamento ed è contemporaneamente critico rispetto alla direzione che prenderà il processo di costruzione della personalità. Come se entrare in crisi profonda in adolescenza ci ponesse di fronte al bivio tra la possibilità di sviluppare una struttura personale solida da un lato e il rischio di un estendersi e di un amplificarsi dei punti di fragilità da un altro lato. Tutto dipende da come ci poniamo di fronte al nostro stato di crisi.
D’altro canto pensare di farsi aiutare da qualcuno in adolescenza è sovente particolarmente impegnativo a livello emotivo. Tutti tesi verso l’acquisizione e il riconoscimento da parte degli altri della propria indipendenza, nella necessità di prendere temporaneamente le distanze dai genitori per potersi differenziare da loro: come coniugare tutto questo con l’incontro con una persona che comunque fa parte del mondo adulto dal quale ci si vorrebbe per tanti aspetti liberarsi? L’ambivalenza, cioè desiderare e il non desiderare al tempo stesso, nel chiedere aiuto e nel lasciar intendere o nel mostrare il proprio stato di bisogno è quindi particolarmente comprensibile in questa fase della vita.

Con gli adolescenti mi occupo di …

Sia i genitori che gli adolescenti stessi possono chiedere una consulenza psicologica. I temi più frequenti di sofferenza, segnali importanti ma non patologici, che portano ad un disagio da comprendere caso per caso con una consultazione, possono essere:

Crisi rispetto alla propria identità (chi sono? cosa provo? non mi riconosco più?).

Crisi rispetto al proprio progetto di vita (non so in che direzione andare, non so cosa voglio).Stati di isolamento (sono completamente chiuso in me stesso, non me la sento di uscire di casa, tutto mi terrorizza).

Disagio nelle relazioni con i coetanei (sono timidissimo, mi arrabbio con tutti, non conto per nessuno; nessuno mi ascolta, non riesco a farmi degli amici, non sto più bene con gli amici di sempre).

Sofferenze in campo sentimentale (sono stato lasciato, nessuno mi vuole, ho il terrore del sesso).

Disagio rispetto al proprio corpo (non mi piaccio per nulla, mi sento grasso, ho questo difetto che non riesco ad accettare, sono cambiato e non mi accetto come sono ora).

Rabbia (sono pieno di rabbia, sovente perdo il controllo, odio tutti, salto su come una molla).

Tensioni con i genitori (non mi capiscono, non sanno quello di cui ho bisogno, mi trattano come un bambino, invadono i miei spazi, non mi lasciano crescere, non li sopporto più).

Problemi a scuola (non mi importa nulla della scuola, non mi piace quello che faccio, non riesco a dimostrare che sono capace, non riesco a concentrarmi, sembro stupido).

Angosce e paure (ho il terrore di stare da solo, mi blocco, ho il terrore dei giudizi).

Ossessioni (non riesco a non pensare a queste cose che mi vengono in mente senza che io possa controllarle, mi lavo le mani in continuazione, accendo e spengo la luce in continuazione).

Pensieri autodistruttivi (ho pensato di suicidarmi, penso di farmi del male).

Gesti autodistruttivi (più evidenti come i tentati suicidi o più sfumati come l’anoressia) (ho tentato di uccidermi, mi ferisco, non mangio, vomito di proposito, sono spericolato, mi faccio, bevo).

Somatizzazioni ossia stati di malessere fisico per cui è stata constatata da parte di un medico l’assenza di una causa organica alla base (ho sempre mal di testa, mi brucia lo stomaco, mi si irrita la pelle).

Dubbi sulla propria identità sessuale (non so se sono attratto dalle ragazze o dai ragazzi, faccio pensieri su quelli del mio stesso sesso, ho paura di essere gay, ho paura di essere lesbica).

Se sono i genitori a chiedere una consulenza psicologica per il figlio adolescente, la loro visione della situazione potrebbe essere differente rispetto a quella del diretto interessato.